App e tecnologia, un nuovo modo di esplorare le Marche

App e tecnologia, un nuovo modo di esplorare le Marche

Il territorio delle Marche, come del resto tutta l’Italia, ha tantissimo da offrire. Dalle bellezze naturali alle sagre di paese (come il nostro Palio delle Contrade), passando per gli infiniti percorsi enogastronomici che permettono di scoprire veri e propri angoli di paradiso. Ma come fare, nell’era della tecnologia, a raggiungere con efficacia un pubblico, quello dei più giovani, abituato a smanettare con smartphone e tablet di ultima generazione? La risposta è semplice nel concetto, non altrettanto nella sua applicazione…

MOVIMENTO TURISMO VINO – Far conoscere le gemme nascoste in un territorio come quello delle Marche non è sempre facile, soprattutto quelle realtà più rurali e d’antan che con la tecnologia hanno un rapporto – nella migliore delle ipotesi – piuttosto conflittuale. Eppure, proprio nelle nuove forme di comunicazione si nasconde un’opportunità enorme, come dimostra il progetto del Movimento Turismo Vino, progetto lanciato nell’ormai lontano 1993, la cui app è stata presentata a dicembre 2017.

Un’applicazione che raccoglie 81 cantine regionali e che ha come obiettivo quello di promuovere l’enoturismo, un mercato già molto ricco in Italia, il cui volume d’affari supera i 2,5 miliardi di euro. Dal Verdicchio al Passerina, passando per i vini Doc e Docg della Riviera del Conero, e chi più ne ha più ne metta: l’applicazione permette di individuare una cantina specifica, o di scovare velocemente le 20 cantine più vicine in base alla propria posizione.

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L’app del Movimento Turismo Vino ha come scopo quello di avvicinare gli utenti al mondo del vino, attraverso numerose iniziative, tra le quali spiccano le cantine aperte, un ottimo modo per visitare il territorio e i luoghi dove il vino viene prodotto e conservato, e naturalmente di assaggiare il prelibato nettare, degustando gli altri prodotti locali.

MOBILE, IL FUTURO È GIÀ QUI – L’avvento di smartphone e tablet e la loro continua proliferazione sta cambiando, anzi, ha già cambiato il modo di comunicare, di fruire contenuti, di informarsi. La tecnologia mobile ha abbattuto barriere, accorciato distanze, ridotto a zero i tempi di attesa – quantomeno nella maggior parte dei casi – permesso a chiunque di far sentire la propria voce.

Non a caso, in tutti i settori tecnologici le aziende più importanti hanno investito e stanno ancora investendo pesantemente nella tecnologia mobile.

Un esempio è il settore del gaming, dove un leader come PokerStars ha cominciato a sfruttare il potenziale delle app e del mobile per raggiungere un pubblico vasto, che comprende in particolare quella generazione – i millennials – alla quale è più difficile approcciarsi.

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Rimanendo nell’ambito dell’intrattenimento, emblematico è il caso della Tencent Games, la holding che fa capo alla società tecnologica cinese con la più elevata capitalizzazione, e della sua capacità di aggredire con successo il mercato dei giochi mobile, con lo sviluppo e l’acquisizione delle app più scaricate e utilizzate nel gaming.

League of Legends, PUBG Mobile, Arena of Valor, ma anche Clash Royale: tutti i titoli più giocati su smartphone e tablet gravitano nell’universo Tencent Games, non a caso la più grande compagnia di videogame al mondo i cui ricavi nel mobile ammontano già a 17,7 miliardi di reminbi, ovvero un quarto del fatturato.

PARLARE AI GIOVANI – Il rilancio del territorio passa proprio dalla capacità delle aziende e degli enti locali di riuscire a raggiungere il pubblico dei millennials, la generazione nata tra il 1981 e il 1996.  Ragazzi che, secondo una ricerca, già nel 2015 spendevano 200 miliardi di dollari l’anno.

Non che sia un’impresa semplice, catturare l’attenzione dei millennials, soprattutto per le aziende più piccole: si stima che, a livello mondiale, soltanto il 15% di queste aziende abbia sviluppato un business market diretto a questo target.

Un’occasione da non perdere, visto che secondo uno studio della Nielsen, risalente al 2014, l’85% dei millennials possiede uno smartphone che controlla circa 157 volte al giorno, tanto che 4 millenials su 10 hanno dichiarato di interagire con il proprio telefonino di ultima generazione più di quanto non faccia con persone in carne ed ossa.